Truffe on line: gli over 50 “abboccano” meno

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Tecnologia

In genere chi ha un’età tra i 18 e i 34 anni dovrebbe essere un po’ più “smaliziato” in merito a frodi e tentativi di truffa nel Web, oppure sapersi difendere meglio da tali pericoli. Dovrebbe, infatti: il condizionale stavolta è d’obbligo, perché un’indagine condotta dalla Ipsos, società di ricerca, ha dimostrato l’esatto contrario.

Stanca dei continui reclami per via di truffe legate al supporto tecnico – oltre 175mila segnalazioni solo negli ultimi due anni -, la Microsoft di Bill Gates ha chiesto alla Ipsos di effettuare alcune verifiche. L’indagine è stata condotta su un campione di 1.000 adulti, dai 18 anni in su, in diversi Paesi (Australia, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti). Lo scopo? Testare la facilità con cui gli utenti si lascino truffare.

Per ingannare gli utenti la Ipsos è passata dalle chiamate ai messaggi istantanei, sino all’invio di sedicenti e-mail da parte di importanti produttori di computer come Apple, Hp, Dell. Nelle mail l’avviso era molto semplice: «La sua macchina è affetta da malware e abbiamo bisogno dell’accesso da remoto per risolvere il problema». Una volta ottenuto il permesso, lì scattava la trappola: il malware lo scaricavano proprio i testatori, inviando poi richieste di credito e pagamenti. Uno su cinque degli intervistati ha ammesso di non aver capito immediatamente che si trattava di un raggiro. Ma ecco – in sintesi – cosa ha rivelato l’indagine:

  • l’11% del totale si è tirato indietro prima di perdere del denaro, mentre il 9% ha ceduto;
  • più di un terzo del campione tra i 18 e i 24 anni e il 43% di quelli tra i 25 e i 34 è caduto vittima della truffa;
  • tra i 55 e i 65 anni solo il 16% è rimasto incastrato nella truffa;
  • solo il 17% degli Over 65 c’è “cascato”.

Se la rappresentanza “adulta” del campione si è dimostrata più diffidente, per i Millennials c’è da dire, a ragione di una tale debacle, che sono stati “sovraesposti” all’attacco: essendo frequentatori più assidui del Web, hanno subìto un numero più elevato di tentativi di truffa. Ma è davvero una scusante?

di Valerio Urru

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