The Journey-Il viaggio. Superare le differenze per un accordo di pace

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“La politica è una partita lunga, bisogna giocare fino alla fine”. Proprio come succede in una fondamentale sfida a scacchi, dove ciascun giocatore studia le mosse del suo avversario, anticipando tattiche e pianificando strategie. Solo che in questo caso non ci sono vincitori e vinti, perché l’obiettivo è il raggiungimento di uno scopo comune: la negoziazione di una pace duratura accettata da opposte fazioni. Quindi vale la pena di accettare piccoli compromessi e deporre le armi della dialettica per il bene della trattativa. The Journey – Il viaggio è un piccolo grande film che sdrammatizza una materia incandescente (la guerra civile) attraverso il linguaggio della commedia british travestita da road movie. La pellicola s’ispira, infatti, a eventi realmente accaduti che il cinema finora ha solo sfiorato. Un episodio in particolare, fondamentale per la storia d’Irlanda.

il viaggioMetti un carismatico predicatore protestante e uno dei capi dichiarati dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA). Uno è Ian Paisley, un sobillatore che sfidando le istituzioni ha portato al successo il suo partito, e dato vita al nascente governo dell’Irlanda del Nord. L’altro, McGuinness, è l’uomo che ha voltato le spalle al movimento repubblicano, scegliendo la via alternativa della pace. Durante il loro mandato politico – rispettivamente sono stati Primo Ministro e Vice Primo Ministro – i due politici hanno instaurato una improbabile relazione d’amicizia che ha portato all’unione dei due Stati, nonostante i problemi di quegli anni ad attuare un processo di pace che si era reso indispensabile. Ai due venne affibbiato il nomignolo di “Chuckle Brothers” (una coppia di comici britannici, ndt), i buoni rapporti e l’amicizia tra Paisley e McGuinness diventano la panacea per risanare le fratture con l’Irlanda del Nord. Senza di loro, e senza il “viaggio” intrapreso insieme, l’Irlanda non vivrebbe la pace in cui si trova ancora oggi.

Diretto da Nick Hamm e presentato come Evento Speciale Fuori Concorso alla 73a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, The Journey – Il viaggio è interpretato da due grandi attori della tradizione britannica, Timothy Spall (visibilmente dimagrito per il ruolo) e Colm Meaney nei ruoli dei due leader politici, acerrimi nemici che dopo aver lasciato in fase di stallo l’importante trattativa di pace a St. Andrews sono obbligati a condividere la stessa macchina per un’ora. Il viaggio si rivelerà pieno di imprevisti, e di rivelazioni. Tra digressioni verbali e ping pong dialettici, recriminazioni e accuse reciproche, tra i leader si apre uno spiraglio che porterà a dirimere la delicata “matassa” politica. Nel cast del film, distribuito dal 30 marzo nelle sale da Officine Ubu, figurano anche Catherine McCormack, Freddie Highmore, Toby Stephens e il compianto John Hurt, in una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo.

Ecco la storia. Per circa 40 anni l’Irlanda del Nord è stata lacerata da una guerra civile che ha causato migliaia di morti. Nel 2006 i protagonisti del conflitto si incontrano in Scozia per raggiungere un accordo di pace. Il successo del negoziato comporta l’accettazione da parte del leader unionista Paisley di condividere il potere col suo nemico storico, il repubblicano irlandese McGuinness. Paisley era un sacerdote famoso per la sua retorica anti cattolica e la strenua difesa delle sue origini protestanti e britanniche. McGuinness fu membro e presunto capo di stato maggiore dell’Ira, prima di diventare leader del Sinn Fein, il movimento politico dell’organizzazione. I due leader estremisti non si parlano da 30 anni, ma per uno strano scherzo del destino, dopo il vertice di St. Andrews, devono condividere la stessa auto e per raggiungere Belfast, perché l’aeroporto di Edimburgo è chiuso.

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In un umido giorno di pioggia, seduti sul medesimo sedile, i due si osservano, si studiano, iniziano un dialogo arguto, fatto di accuse reciproche dove ogni silenzio pesa. Ogni battito di ciglia sottende una critica all’avversario. Credono di essere soli – quindi, non giudicabili dalle rispettive fazioni, che rivendicando primati d’orgoglio e superiorità politica, plaudono al fallimento dell’accordo. Quello che i burocrati ancora non sanno è che sono “spiati” da una cimice piazzata nell’auto, che rimanda audio e immagini del “viaggio” al primo ministro britannico Blair e ai suoi omologhi irlandesi e nordirlandesi. Un imprevisto lungo il percorso costringerà i leader, nell’ora più buia e importante della loro storia politica, ad abbandonare la macchina per proseguire a piedi. Soli nel silenzio del parco nazionale, con l’eco dei massacri e delle uccisioni che rimbomba nelle loro orecchie, i due riusciranno a dirsi quello che in trent’anni è stato taciuto.

IlViaggio4Messe via le divisioni e le apparenti diversità. Abolite le convenzioni e le incomprensioni, Paisley e McGuinness scoprono di non essere poi così tanto diversi, l’uno dall’altro. «Stiamo per fare una cosa che il mondo intero applaudirà, ma la nostra gente odierà», confessa il co-fondatore della Libera Chiesa Presbiteriana dell’Ulster all’ex esponente dell’Ira. Ma è proprio in quel “noi” pronunciato all’interno di una chiesa sconsacrata, e di quell’improvviso moto di condivisione, che si potranno superare le diversità per giungere a una svolta epocale. Uno di fronte all’altro, nella conciliante natura scozzese – unica testimone di una provvida apertura umana – i leader suggellano la loro bizzarra amicizia nota come “Chuckle Brothers” che al tavolo delle trattative si tradurrà in un pace durevole. Ancora oggi.

Il film è stato presentato ufficialmente il 29 marzo scorso a Londra, alla Camera dei Comuni, dove si è tenuta una visione riservata della pellicola a cui hanno preso parte il Presidente della Camera dei Comuni John Bercow, numerosi membri del Parlamento e altre personalità politiche di rilievo. La proiezione, applaudita da tutti i presenti, è stata voluta dal Membro del Parlamento Ian Paisley Jr., figlio del predicatore protestante Ian Paisley, e introdotta da un accorato e sentito intervento da parte dello stesso regista Nick Hamm.

di Alessandra Miccinesi

 

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