Il Piatto Forte, l’informazione sull’osteoporosi nelle piazze italiane

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«Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come la porcellana»

Fa leva sul parallelismo tra la delicatezza della porcellana più fine e quella delle ossa fragili la campagna Il Piatto Forte, promossa in partnership tra la Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso (Firmo) e Amgen.

Due gli obiettivi: accrescere l’informazione sull’osteoporosi, patologia invalidante tanto diffusa quanto sottovalutata, e sensibilizzare la popolazione sulla sua principale conseguenza, le fratture da fragilità, che oggi possono essere evitate attraverso un’alimentazione corretta, un’attività fisica regolare e un trattamento farmacologico tempestivo, con adeguata aderenza alla terapia da parte dei pazienti.

L’impatto epidemiologico dell’osteoporosi è molto elevato: si ritiene che in Italia ne siano affetti circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini. Si stima che in Europa circa una donna su due con età superiore a 70 anni andrà incontro a una frattura ossea a causa dell’osteoporosi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa dell’osteoporosi ogni 3 secondi si verifica una frattura di femore, polso o vertebra. La frattura del femore, in particolare, costituisce la più importante conseguenza dell’osteoporosi con una mortalità del 5% e del 20% rispettivamente nel mese e nell’anno successivo alla frattura. Circa il 30% dei pazienti fratturati va incontro a una disabilità permanente, il 40% perde la capacità di camminare autonomamente, l’80% ha bisogno dell’aiuto di qualcuno per svolgere le attività quotidiane.

Maria Luisa Brandi, Presidente della Firmo, sostiene che l’osteoporosi è una malattia prevalente nell’età avanzata ma non è solo dell’anziano. L’osteoporosi è solitamente più frequente nelle donne per due motivi: le ossa femminili sono più piccole rispetto a quelle dell’uomo, inoltre la donna ha una perdita di ormoni sessuali più acuta di quella che si verifica nell’uomo. L’osteoporosi oggi non è più considerata come un processo inesorabile legato alla senescenza ma come una condizione ampiamente prevenibile.

shutterstock_55879525_10cmTrattare l’osteoporosi, secondo quanto afferma Maria Luisa Brandi,  significa soprattutto attuare una prevenzione a tre livelli: primaria, secondaria e terziaria. La prevenzione primaria è quella che tutti dobbiamo fare per tutta la durata della vita, introducendo le quantità raccomandate di calcio con la dieta e accumulando una sufficiente quantità di vitamina D (specialmente nell’età avanzata, quando non ne viene prodotta a sufficienza) esponendoci al sole e dedicando all’attività fisica per alcune ore a settimana. Non seguire queste poche e semplici regole espone l’osso a una costante demineralizzazione. La prevenzione secondaria consiste nell’individuare i soggetti più esposti attraverso una valutazione con la carta del rischio. La prevenzione terziaria mira a evitare che persone già fratturate si fratturino nuovamente, e si basa sulla somministrazione di farmaci con molecole di riconosciuta efficacia.

La campagna si articola in eventi della durata di due giorni, ospitati in alcuni capoluoghi italiani e che vedranno la presenza in ciascuna piazza di un gazebo e un camper allo scopo di coinvolgere la popolazione in tre attività:

  • informazione, con la presenza di medici specialisti che risponderanno alle domande dei cittadini e la distribuzione di materiale educazionale;
  • prevenzione, attraverso la somministrazione di un questionario di autovalutazione della salute delle ossa e del rischio di osteoporosi;
  • screening, con la valutazione del rischio di frattura attraverso la misurazione (con ultrasonografo) della densità minerale ossea.

Le tappe della campagna:

  • 30 settembre/01 ottobre, Lecce – Piazza Sant’Oronzo;
  • 7/8 ottobre, Ferrara – Piazza del Municipio;
  • 14/15 ottobre, Cagliari – Piazza Garibaldi;
  • 21/22 ottobre, Catania – Piazza San Francesco.

Per maggiori informazioni: www.fondazionefirmo.com

 

Osteoporosi

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