I castelli della Loira, la valle incantata della Francia

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Castello reale di Chambord

Leonardo non era più un ragazzo. Aveva già 64 anni, un’età molto avanzata per l’epoca, soprattutto per chi, come lui, aveva vissuto intensamente. Pittore, architetto, scienziato, inventore…un’esistenza trascorsa a studiare, indagare, scoprire, creare, come a nessun altro uomo era riuscito; eppure, nonostate il suo ingegno non avesse pari, in quell’ultimo squarcio di vita sembrava che la sorte fosse tutt’altro che benigna. La sua fama stava lentamente scivolando nell’oblio, quando un sovrano straniero, desideroso di essere ricordato dai posteri anche per aver diffuso arte e cultura, lo chiamò a corte offrendogli tutto ciò di cui era degno un grande uomo con un grande passato. Fu così che Leonardo da Vinci, raccolti i suoi libri e alcuni dipinti tra cui l’immancabile Gioconda, partì a dorso di mulo per quella terra di Francia sulla quale regnava Francesco I, accompagnato dall’amato discepolo Francesco Melzi, dall’anziano servo Villanis e dalla fedele cuoca Maturina.

Il sovrano nominò Leonardo “pittore principale, architetto ed ingegnere”di corte, gli assegnò una rendita annuale di 700 scudi d’oro ed il Maniero di Clos Lucé, sulla Loira. La dimora distava poche centinaia di metri dal castello reale di Amboise, che dominava l’omonima cittadina, e si racconta che quasi ogni giorno Francesco I raggiungesse, attraverso passaggi sotterranei, colui che chiamava rispettosamente “Maestro” e “Padre”, per intavolare lunghe conversazioni ed ammirare i progetti innovativi che Leonardo creava.

Il genio italiano visse a Clos Lucè gli ultimi tre anni di vita, e lì morì nel 1519. Francesco I, profondamente colpito dalla perdita, accolse il desiderio di Leonardo di essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino all’interno del castello di Amboise. Ma gli uomini e la Storia non sempre hanno rispetto per i grandi, e fu così che la chiesa fu distrutta nel 1807 e la tomba di Leonardo profanata. Alcuni resti ritrovati sessant’anni dopo in quell’area e attribuiti al Maestro, sono stati ricomposti in un’altra splendida cappella del castello, quella di Sant’Uberto: una semplice lastra di marmo poggiata a terra con su scritto “Leonardo da Vinci”, indica il luogo della sepoltura. Nessuno sa se egli riposi realmente lì, ma certamente il suo spirito libero aleggia nelle stanze del Castello di Amboise e in quello di Clos Lucé, nel cui parco sono state istallate 18 macchine giganti ed azionabili costruite da lui, 40 tele nelle quali sono riportati dettagli delle sue opere, ed uno straordinario giardino realizzato seguendo i suoi appunti e schizzi, e dove si ritrovano dettagli botanici dei suoi dipinti più famosi.

Amboise e Clos Lucè sono muti testimoni di eventi e vite straordinarie, ma non sono gli unici; lungo il corso della Loira e nella sua Valle i secoli hanno visto sorgere altri 19 castelli, meraviglie architettoniche pronte a raccontare la storia di Francia, ma anche di regnanti e nobiltà, di uomini di Stato e d’ingegno in cerca di gloria o di pace, di riscatto o di immortalità.

L’immenso castello di Chambord racchiude, come Amboise, il tocco di Leonardo: una scala a doppia elica nella quale le due rampe si avvolgono intorno ad un vuoto centrale, senza mai incontrarsi. La tenuta di Chambord è la più vasta d’Europa: circondata da un muro di 32 Km. è estesa quanto Parigi ma solo mille ettari di foresta sono aperti al pubblico. Chenonceau è soprannominato “il castello delle dame”: fatto costruire da Katherine Briçonnet, fu ampliato da Diana di Poitiers e Caterina de’ Medici, e salvato dalla Rivoluzione da Madame Dupin.

Il Castello Reale di Blois fu la residenza di 7 re e 10 regine di Francia. Qui Giovanna d’Arco fu benedetta prima di partire per l’assedio di Orléans.

Villandry ha 6 ettari di giardini meravigliosi distributi in terrazze a più livelli. I fiori sono scelti in modo da avere una scenografia multicolore tutto l’anno.

Il castello di Angers utilizzato per 7 secoli come prigione, conserva il prezioso arazzo dell’Apocalisse, 100 metri che raccontano la fine del mondo secondo san Giovanni. E poi Langeais, che racchiude due castelli posti uno di fronte all’altro; il castello di Brézé, con la sua fortezza sotterranea; quello d`Azay le Rideau, che Balzac definì «un diamante sfaccettato incastonato nell’Indre»; l’Abbazia di Fontevraud, una delle più grandi città monastiche d’Europa: Il castello di Sully-sur-Loire, fortezza medievale dei duca di Sully; la città reale di Loches e la fortezza di Chinon; ed ancora il castello di Valençay, la tenuta di Cheverny, il castello di Brissac, quello dei duchi di Bretagna, il castello di Chaumont-sur-Loire, la scuola nazionale di equitazione di Saumus con l’omonimo castello, le cui torri ottagonali e i merli avvolti nei fiordalisi, ricorda i castelli delle favole.

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