Fitwalking, l’arte del camminare bene

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fitwalking
«E’ il cammino sportivo che diviene esercizio motorio al di fuori dei normali spostamenti della vita quotidiana», spiega Maurizio Damilano, olimpionico nella marcia a Mosca 1980 che ha dato vita, assieme al fratello Giorgio, alla disciplina.

E’ un’attività motorio-sportiva dove il benessere personale si fonde con l’attività sportiva per il raggiungimento di importanti benefici fisici e psicologici, è anche un modo di vivere, una filosofia di vita, un modo di entrare nel quotidiano fatto a misura di ognuno, col passo giusto, al ritmo corretto, in equilibrio assoluto tra noi e ciò che ci circonda.

E’ la tecnica che usa la biomeccanica del normale camminare per dare ai singoli movimenti maggior vigore, dinamismo ed efficacia.

Il piede è il motore vero del fitwalker. Il suo movimento consiste nel partire con il contatto al suolo del tallone (eseguito in modo più deciso rispetto al normale camminare), proseguire con l’appoggio del piede a piena pianta (dopo una fase di avvicinamento chiamata rullata), terminare con la fase di spinta (movimento che interessa tutto il piede terminando in punta all’alluce) mentre il piede opposto appoggia a sua volta il tallone al suolo.

Le braccia, che potremmo definire il secondo motore del camminatore,   oscillano in sincronia con il movimento delle gambe e con l’aumento della velocità vengono piegate fino a 90 gradi nel tipico movimento che contraddistingue proprio il Fitwalking.

Il tronco è mantenuto eretto ma non rigido, le spalle sono mantenute rilassate e la testa ben dritta, a favorire l’allungamento della colonna vertebrale.

Il Fitwalking è un’attività adatta ad ogni età e sesso, che può essere modulata in diversi livelli di intensità andando da un approccio sportivo ad uno più “life style” in cui il cammino veloce diventa un elemento imprescindibile per mantenersi in forma ed in salute.

Non presenta controindicazioni … ma molte indicazioni alla pratica: rafforza i muscoli del piede, il bicipite e il quadricipite femorale, rassoda i glutei, rafforza i pettorali, migliora la postura della colonna vertebrale, aiuta a controllare/perdere peso. Come indica la letteratura scientifica, è inoltre molto consigliato quale strumento di prevenzione sia primaria che secondaria per le malattie metaboliche in genere, cardio-vascolari, diabete, obesità, osteoporosi, migliora l’equilibrio psico-fisico e mantiene su un buon livello il tono muscolare.

Per iniziare, oltre alla voglia di prendersi cura del proprio benessere, è necessario solo un abbigliamento sportivo comodo e adeguato alla stagione ed una calzatura, meglio se specifica, che si adatti al gesto tecnico, che sia confortevole e sufficientemente rispondente alle sollecitazioni del piede in spinta.

Si pratica all’aria aperta, preferibilmente su tracciati asfaltati o strade bianche che non presentino variazioni di pendenza eccessive, la città può quindi diventare una grande palestra a cielo aperto in cui programmare l’attività secondo le proprie esigenze.

Se non si mai praticato è consigliato partire gradualmente: il primo traguardo è raggiungere la capacità di muoversi per un’ora a un passo deciso. La frequenza ideale, una volta ben condizionato il fisico è individuata tra le tre e cinque uscite a settimana. In totale si possono percorrere dai 25 ai 40 Km a settimana. In linea generale, all’inizio è quindi consigliabile una camminata di venti minuti (partendo e concludendo con cinque minuti più lenti) due o tre giorni alla settimana. Con la pratica intensità e tempo vanno gradualmente aumentati, l’ora di esercizio è il primo obiettivo ma non certo il limite!

di Maurizio Damilano

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