Cervello più in forma con il Tai Chi

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TAI CHI

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Canberra ha pubblicato sul British Journal of Sports and Medicine uno studio che ha esaminato l’impatto dell’attività fisica sulla capacità complessiva del cervello, sull’attenzione, sulla memoria, sulla creatività.

L’autore della ricerca, Joe Northey, professore alla University’s Research Institute for Sport and Exercise, ha dimostrato che «per ridurre il rischio di demenza o altre malattie neurodegenerative» soprattutto dopo i 50 anni,  gli sport migliori siano  la corsa, lo yoga e il Tai Chi.

Quest’ultimo soprattutto, pur essendo uno sport non convenzionale, a causa della natura a basso impatto, è veramente accessibile a persone che potrebbero non essere in grado di esercitare una attività più intensa. Coordinamento, precisione dei movimenti e relativa semplicità fanno in modo che questa disciplina vicina alle arti marziali un elisir di lunga vita per i neuroni.

«Le attività aerobiche –  sostiene sempre la ricerca – sono benefiche soprattutto per le funzioni cognitive del cervello. Migliorano cioè la capacità di ragionare, comprendere idee, imparare, fare collegamenti, usare la propria creatività».

Per avere gli effetti di cui sopra bisogna arrivare alla soglia dei 45-60 minuti di attività, almeno moderata. Sulla frequenza, non ci sono indicazioni precise, ma soltanto che bisogna fare sport il più spesso possibile.

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